Il turismo che scegliamo di accogliere

Il dibattito sul turismo cilentano ha fatto emergere problemi che sarebbe sbagliato negare. Ma condannare la maleducazione dei visitatori non basta. La domanda è: quanto dipende da chi arriva e quanto dal modo in cui scegliamo di accogliere?

Un territorio comunica ciò che considera accettabile attraverso la cura degli spazi, i servizi, le regole e la capacità di farle rispettare. È il principio delle “finestre rotte”: quando un segnale di incuria rimane senza risposta, si diffonde l’idea che anche il successivo sia consentito. Il degrado cresce dove trova un contesto disposto a tollerarlo.

Turismo di qualità non significa turismo ricco. La qualità di un visitatore non si misura da quanto spende, ma dal rispetto che dimostra. Questa estate, in uno stabilimento di Acciaroli, ho visto alcune persone mangiare un panino portato da casa e bere dalla propria borraccia. Terminato il pranzo, hanno raccolto ogni rifiuto, lasciando in ordine lo spazio utilizzato. Forse non avranno prodotto un grande incasso, ma sono i visitatori che un territorio dovrebbe desiderare. La civiltà non è un bene di lusso: dipende dall’educazione, non dal reddito.

Lo stesso vale per gli operatori. Uno o dieci tavoli in più sull’area pubblica difficilmente cambiano il fatturato, ma possono cambiare il volto di una strada, la sua vivibilità e l’accoglienza che offriamo. Piazze, marciapiedi e lungomare non sono superfici da mettere a reddito: sono beni della comunità.

Anche ad Acciaroli arrivano persone maleducate. La differenza sta negli anticorpi del territorio: amministratori presenti, operatori responsabili, cittadini che non si voltano dall’altra parte e visitatori disposti a partecipare alla cura dei luoghi.

È su questo principio che lavoriamo a Pollica. Abbiamo costruito un’identità fondata sulla qualità ambientale, sulla Dieta Mediterranea, sulla cura dello spazio pubblico e su un benessere che tenga insieme residenti e ospiti. Non siamo immuni dai problemi, ma i riscontri positivi ci confermano che la direzione è giusta.

La nostra stagione non termina ad agosto. Settembre, ottobre e finanche novembre ci riservano appuntamenti importanti e dimostrano che possiamo offrire motivazioni che vadano oltre il mare e le settimane centrali dell’estate. Non è un traguardo: il lavoro resta tanto.

Il Cilento è una terra straordinaria, turisticamente giovane e davanti a un bivio: scegliere il tavolino in più o la stagione lunga. La prima strada rincorre l’incasso immediato; la seconda richiede qualità, formazione, servizi e collaborazione tra costa e aree interne.

Nessun Comune può affrontare questa sfida da solo. Strumenti come Il Masterplan-PIV Litorale Cilento Sud possono trasformare una visione comune in una strategia concreta, coordinando mobilità, ambiente, cultura e turismo. Ora dobbiamo attuarlo.

È il momento di rimboccarsi le maniche. Il turismo che riceviamo riflette il modo in cui scegliamo di accoglierlo; il futuro dipenderà da ciò che decideremo di essere.

Con oggi, a Pollica, cominciamo la nostra seconda parte di Stagione e per spiegare a tutti come vogliamo il Cilento abbiamo creato il nostro Festival “VIVIAMOCILENTO”

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